Anoressia, Bulimia, Binge Eating: comprendere e guarire dai sintomi alimentari.

Anoressia Bulimia Binge Eating Comprendere e Guarire dai Sintomi Alimentari

Dalla restrizione all’eccesso. 

Dal digiuno all’abbuffata. 

Dall’estremo controllo alla perdita totale di controllo. 

Il dramma dei sintomi alimentari si sviluppa così tra questi due poli lungo un continuum che va dal niente al tutto, dall’eccessivamente poco all’eccessivamente troppo.

Dall’anoressia al binge passando per la bulimia. 

Uscendo da una rigida categorizzazione diagnostica anoressia, bulimia e binge rappresentano sintomi diversi di una stessa sofferenza. Talvolta  fasi diverse di una patologia che prende a prestito il corpo e il cibo come significanti della sofferenza interiore.

Ma anoressia, bulimia e binge potremmo anche considerarli come modalità differenti di approccio alla realtà interna ed esterna. E infatti spesso coesistono come meccanismi intrapsichici e interpersonali, al di là della tipologia sintomatica contingente. 

Anoressia come ideale onnipresente in quanto assoluto a cui tendere. Come utopia di perfezione e controllo e di atarassia emotiva. Anoressia come bisogno di invisibilità ipervisibile (ho bisogno di essere visto ma al tempo stesso di sottrarmi al tuo sguardo desiderante, controllante, invadente o intransigente). 

Binge come eccesso di ossessioni e di insicurezze. Come riempimento (di vuoti, tempo, emozioni, persone, senso). O come bisogno di tenere dentro il dolore e soffocarlo. 

Bulimia come incoerenza, contraddittorietà, ambiguità, incostanza. Come ambivalenza e instabilità dei legami e dei sentimenti. O come bisogno di espellere quello che non tollero, che mi fa male, che mi distrugge. 

Roberta Calvi Psicologo Sessuologo Rimini | Studio di Psicologia Sessuologia
Dott.ssa Roberta Calvi, Psicologo e Sessuologo

Anoressia Bulimia Binge Eating Comprendere e Guarire dai Sintomi Alimentari

Aggiungiamo che all’anoressia della carne come corpo sentito fa spesso da contrappeso la bulimia dell’immagine. 

Il bisogno di essere visti, notati, riconosciuti approvati, apprezzati esteticamente supera di gran lunga il bisogno di sentire le emozioni, i desideri, i bisogni. L’altro risulta più importante del sé. L’altro è il metro di misura del proprio andar bene. Sebbene questo altro sia percepito sempre e comunque intransigente e mai compiacente.

Un sintomo è sempre dialettico. 

Comunica qualcosa all’altro sul proprio sé e sul rapporto con l’altro stesso. 

Racconta una storia spesso sconosciuta anche al narratore.  Una storia che va compresa, analizzata, rielaborata. 

Un percorso clinico è fondamentale per capire, capirsi e cambiare. 

Quando si soffre di anoressia, bulimia, binge eating è fondamentale comprendere come funziona il sintomo. Il suo significato manifesto e latente e le dinamiche intrapsichiche e interpersonali che lo alimentano. 

In cosa consiste un percorso clinico per la risoluzione di un sintomo alimentare? 

  • Estinzione della condotta sintomatica 
  • Rieducazione alimentare 
  • Mediazione familiare e risoluzione dei conflitti familiari
  • Rielaborazione dei vissuti
  • Trasformazione delle dinamiche interpersonali disfunzionali 
  • Ricostruzione di uno stile di vita compatibile con la propria personalità
  • Sviluppo di un progetto di vita adeguato e sostenibile 

Roberta Calvi Psicologa e Sessuologa


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