
Paura normale o patologica?
La paura è un’emozione primaria, fa parte della nostra vita sin dalla primissima infanzia, eppure ci sono situazioni in cui la paura non rappresenta un vissuto naturale adattivo e protettivo, al contrario diventa patologica e autodistruttiva.
Quando la paura supera la soglia della sostenibilità psichica ecco che troviamo il panico, la dissociazione o la paranoia.
La paura genera fuga come reazione primaria. Di fronte a qualcosa che temiamo siamo portati a fuggire, a scappare , a metterci in salvo.
Ma cosa accade se ciò che ci fa paura è irrazionale? Se la nostra paura è spropositata o addirittura impropria? La fuga è allora una difesa di evitamento da ciò che pensiamo possa farci male, indipendentemente dal rischio reale.
Siamo nel campo della fobia, ma anche della diffidenza, della sfiducia, della paranoia.
Scappiamo da ciò che non riusciamo a controllare, da ciò che suscita emozioni primitive rimosse. Anticipiamo il rischio, talvolta lo percepiamo come inevitabile e allora evitiamo esperienze, situazioni, relazioni.

Paura normale o patologica?
Altre volte la paura non genera fuga ma paralisi. Questa reazione che apparentemente sembra disadattiva è in realtà a sua volta efficace in situazioni dove la fuga potrebbe essere rischiosa: pensiamo ad esempio all’eventuale incontro tra un umano e alcuni animali pericolosi.
Ma la paralisi o il freezing possono essere anche difese psichiche di fronte ad eventi traumatici.
È l’esperienza della dissociazione. Il corpo immobile e la mente che si sgancia, fugge per non rimanere in quella situazione intollerabile.
Il freezing è anche l’esperienza del panico, dove il corpo soccombe sopraffatto da una angoscia insostenibile.
Ancora la paura è disadattiva e distruttiva nell’ipocondria.
In queste circostanze la paura domina la scena psichica diventando un’emozione esasperata ed esasperante che non lascia spazio ad altro.
Si tratta di un circolo vizioso dove la paura genera ossessione e l’ossessione amplifica la paura.
Tutte queste esperienze hanno in comune l’impossibilità di contenere la paura, di mentalizzarla e contestualizzata, di gestire il confine tra i propri demoni interni e l’effettiva situazione esterna di rischio.
In questi casi la paura, che in principio ha una funzione di protezione del soggetto di fronte ai pericoli, diventa al contrario un buco nero che consuma il soggetto schiacciato dalla paura delle paura.
Per parlarne con la Dott.ssa Roberta Calvi
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