
Quanti genitori hanno paura di sbagliare?
Molti genitori si chiedono costantemente se hanno fatto bene o se stanno facendo bene, se sarebbe meglio avere una linea più dura ovvero se era meglio lasciar cadere e non arrabbiarsi. O ancora si chiedono se spingere i figli a fare una certa cosa o lasciarli liberi di scegliere, e così via.
In primis bisogna dire che tutti i genitori che si fanno domande sono bravi genitori!!
Farsi domande, mettersi in discussione, riflettere sulla propria linea educativa è una delle più importanti competenze genitoriali, quella che chiamano funzione riflessiva!
Perché è cosi importante ?
Perché significa che il genitore non pretende di avere la verità in tasca, non è convinto di fare sempre bene, non parte dal presupposto di avere ragione ma si interroga su di sé sulla base di una sintonizzazione con le emozioni e/o con i comportamenti del figlio.
Perché ogni figlio è diverso e ha bisogni diversi sia rispetto agli altri sia rispetto alle varie fasi evolutive che attraversa.
È fondamentale allora che il genitore riesca ad entrare in relazione, ad ascoltare il figlio, a leggere i suoi comportamenti, a sintonizzarsi su ciò che sente e desidera e a mettere da parte anche le proprie convinzioni, le proprie aspettative, la propria visione.
Bisogna anche accettare che si sbaglia sempre , che è impossibile essere sempre “genitori perfetti”, né la genitorialità deve diventare una performance per sentirsi bravi e adeguati e sanare magari delle personali ferite narcisistiche.
Essere genitori “sufficientemente buoni” come diceva Winnicott è la mission di ogni genitore.
Vuol dire che bisogna accettare di avere dei limiti e di non fare o dire sempre la cosa giusta al momento giusto. Ma la funzione riflessiva consente di riparare, di aggiustarsi quando ci si rende conto di aver magari fatto una scelta sbagliata e a volte anche di chiedere scusa.

Quanti genitori hanno paura di sbagliare?
Attenzione che la funzione riflessiva non vuol dire mettere sempre in discussione qualsiasi cosa ed entrare in una spirale ossessiva e angosciosa rispetto al proprio operato.
Proprio quell’ essere sufficientemente buoni deve rimanere un principio ispiratore e regolatore in ogni fase della relazione genitore-figlio.
Quindi cosa è giusto fare?
Non esistono ricette o manuali o regole che vanno bene a prescindere e per tutti.
Il genitore deve mettersi in gioco, entrare in relazione, parlare, ascoltare, sentire le proprie emozioni e quelle del figlio.
A volte le paure dei genitori risiedono nella paura di essere uguali ai propri genitori e di fare soffrire i figli come hanno sofferto loro.
Altri genitori hanno paura al contrario di non essere all’altezza dei propri genitori.
Altri genitori fanno i conti con la difficoltà di sentirsi impotenti e di non controllare l’altro.
Ancora alcuni genitori si sentono soli e sopraffatti da tutto il carico e sentono di non avere le energie per fare bene.
Alcuni genitori hanno bisogno di coraggio e di sentirsi che vanno bene, altri hanno bisogno di risolvere i loro traumi di bambini.
Non bisogna mai dimenticarsi che si può chiedere aiuto e supporto esterno non perché non si è validi ma proprio per alleviare quel peso emotivo di non essere abbastanza
Per parlarne con la Dott.ssa Roberta Calvi
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