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Problemi di coppia tra risarcimento sofferenze e riscatto di sè | Dott.sa Roberta Calvi Psicologo Sessuologo in Rimini

Problemi di coppia tra risarcimento sofferenze e riscatto di sè | Dott.sa Roberta Calvi Psicologo Sessuologo in Rimini

Chi si porta dentro delle ferite profonde non rielaborate e inconsapevoli è animato da una spinta al risarcimento che si manifesta nella vita di coppia.

Il partner è involontariamente chiamato a risarcire una mancanza storica, a colmare un bisogno insoddisfatto, a chiudere i conti col passato.

Fin qui in realtà non ci sarebbe nulla di male: è logico e funzionale cercare un partner che mi faccia sentire diversamente da come mi hanno fatto sentire in passato.

Soprattutto se le relazioni precedenti, a partire da quelle primarie, sono state cariche di sofferenza.

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Potremmo intenderlo allora come meccanismo evolutivo nell’ottica di una emancipazione e differenziazione dalle dinamiche disfunzionali precedenti.

Eppure spesso non è proprio così come appare. Se ci sono infatti ferite non elaborate la richiesta di risarcimento all’altro sarà profondamente ambivalente.

In fondo non si vuole realmente un risarcimento ma l’ennesima delusione delle proprie aspettative e dei propri desideri.

L’altro è allora chiamato inconsciamente ad essere il rappresentante delle proprie sofferenze e ad incarnare esattamente il ruolo di colui/colei che delude ed è mancante.

Si tratta di una “coazione a ripetere” ovvero una rimessa in scena costante dello stesso copione.

Ecco allora che il concetto di risarcimento nasconde un’altra faccia della medaglia e risulta in senso stretto un’illusione.

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Proviamo a fare chiarezza.

Il risarcimento giuridicamente è il modo attraverso il quale si rimborsano coloro che hanno subito un danno ingiusto.

Nell’ambito del diritto ritroviamo due forme di risarcimento, quella di tipo romanistico (risarcimento basato su un meccanismo di scambio-eguagliamento) e quella derivante dalle concezioni giusnaturalistiche. Che mira alla reintegrazione del diritto violato, cerca la ricostituzione dello status quo ante il danno. Ovvero la situazione che sarebbe esistita se il danno non fosse avvenuto.

In quest’ultima forma di risarcimento c’è l’illusione di cancellare ciò che avvenuto, l’illusione che qualcuno riparerà una ferita a tal punto che sarà come se nulla fosse successo!

È possibile in quest’ottica risarcire una sofferenza emotiva?

Appare ovvio e chiaro che non si può cancellare quello che stato e/o quello che è mancato.

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In particolare il dolore è un vissuto contingente. E per quanto lo stimolo che ha causato quel dolore può non essere più presente, questo non cancella quello che è già successo.

Ecco allora che superare una ferita, rielaborare una sofferenza implica superare la logica del risarcimento. Accettare quanto è accaduto ma andare oltre, comprendendo e comprendendosi affinché ci si possa realmente emancipare.

L’altro allora non è un sostituto di qualcuno del passato ma qualcuno che ho scelto proprio per avere qualcosa di diverso nella vita.

Questo è il riscatto. Il risarcimento mantiene nel passato, il riscatto è evoluzione.

Riscatto inteso come svincolo dalle dinamiche disfunzionali precedenti. Costruzione di un nuovo approccio alla vita, di un nuovo modo di vedere se stesso e l’altro.

Roberta Calvi Psicologa e Sessuologa

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Post Author: Roberta Calvi

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