
Gli schiavi della paura di fallire
Tutti abbiamo paura di fallire, ma ci sono persone che vivono questo timore come una vera e propria angoscia dominante, quand’anche un’ossessione.
Chi sono gli schiavi della paura di fallire?
Solitamente le persone apparentemente forti e sicure, quelle che non si direbbe mai, quelle sempre controllate e impeccabili sono proprio quelle più esposte a questa angoscia.
Può essere una paura latente, che si può manifestare con insonnia, sintomi psicosomatici o sotto forma di panico, ovvero un’ansia costante con la pervasiva e permanente sensazione di sopraffazione accompagnata talvolta da pensieri ossessivi di fallire e perdere tutto.
Qualsiasi sia la forma più velata o più evidente questa paura domina la vita di chi ne è affetto a tal punto che ogni azione della propria vita è una strategia per evitare il fallimento, o rimandarlo il più possibile! Certo perché chi teme in modo profondo il fallimento pensa che prima o poi accadrà e fa di tutto per controllarlo o rimandarlo il più possibile! Si tratta infatti di un’angoscia persecutoria!
Ma da dove nasce questa angoscia?
La motivazione risiede in una fragilità narcisistica! cosa vuol dire?
Che la persona ha un profondo senso di inadeguatezza e/o colpa: la sua autostima, al di là di quello che mostra apparentemente a sé o agli altri, è profondamente fragile!

Gli schiavi della paura di fallire
Da qui possono evolversi due scenari: il primo è quello della “sindrome dell’impostore”. La persona sente di non meritare tutti i successi e che ciò che ha fatto è questione di fortuna e quindi prima o poi verrà smascherata la sua identità di incapace.
Il secondo scenario è invece quello della “sindrome del perfezionismo”. La persona cerca di fare tutto in modo perfetto e si ritrova sempre schiacciato e sopraffatto dal dettaglio sbagliato, che mostra il suo limite e dunque il suo non essere abbastanza.
Da dove nascono queste spirali negative?
L’identità personale si sviluppa a partire dalle primissime esperienze di vita che trasmettono un senso di fiducia in sé o di insicurezza. Spesso le persone che soffrono di questa angoscia profonda non si sono sentite valorizzate o hanno sentito di non essere abbastanza rispetto alle richieste o aspettative genitoriali. Parliamo di genitori depressi, che hanno involontariamente chiesto al figlio di essere la fonte della propria felicità rendendo inevitabilmente sempre fallimentare qualsiasi tentativo del bambino, che in nessun caso può e deve avere la responsabilità di rendere felice un genitore.
Ugualmente parliamo di genitori iper-richiedenti e iper-esigenti che vivono il figlio come un trofeo narcisistico da esporre o come una compensazione delle proprie mancanze e pertanto vogliono sempre di più e criticano qualsiasi minima fragilità o defaillance.
O ancora di genitori mancanti, trascuranti o ipercritici che hanno fatto sempre sentire invisibili o sbagliati i bambini generando in loro un senso profondo di inadeguatezza.
Per parlarne con la Dott.ssa Roberta Calvi
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