
Quando nella coppia si diventa avversari: il bisogno di avere ragione a tutti i costi
Quando siamo molto convinti di qualcosa diamo per scontato che la nostra verità o visione delle cose sia quella giusta e anche che sia una verità assoluta per tutti.
È come se tornassimo a quella forma di egocentrismo infantile in cui non riusciamo a sganciarci dalla nostra posizione e pensiamo che il mondo sia esattamente quello che noi vediamo dalla nostra prospettiva.
È un meccanismo che tutti mettiamo in atto: non è di per sé patologico!
È chiaro che quando siamo convinti di qualcosa finiamo per agire in modo automatico senza valutare delle possibili alternative, senza pensare che anche la verità dell’altro può avere uguale valore e che non necessariamente esiste un unico modo di vedere le cose, né che ci sia un’unica interpretazione giusta della realtà.
Quando questo avviene all’interno di una relazione di coppia spesso assistiamo a delle forme di arroccamento difensivo sulla propria convinzione, di mantenimento della propria idea e percezione a qualsiasi costo.
Ne può nascere un conflitto palese o latente o forme di ostilità, anche non manifeste.
A volte sembra quasi più importante difendere la propria visione, come se fosse una difesa della propria identità. Ne possono derivare veri e propri “giochi di potere”!
Spesso infatti non conta più il contenuto, ma avere ragione!
Cosa si nasconde in questi atteggiamenti?
Solitamente il bisogno è quello di riconoscimento, validazione e consenso!
Altre volte è la paura di perdere in un contradditorio, come se questo mostrasse una mancanza, un’incapacità, una vulnerabilità personale inaccettabile.

Quando nella coppia si diventa avversari: il bisogno di avere ragione a tutti i costi
Ecco allora che il rimanere ancorati alla propria convinzione, senza metterla in discussione, senza accettare che possa essere sbagliata o quantomeno non l’unica giusta mostra un’insicurezza di fondo, magari paure di sottofondo nemmeno consapevoli.
Mettersi in discussione, accettare di aver sbagliato, ascoltare e dare credito anche alla visione dell’altro non è una forma di debolezza o arrendevolezza! Non significa automaticamente essere accondiscendenti o compiacenti, quanto piuttosto essere psichicamente maturi e in grado di valutare più punti di vista. Significa essere in grado di mediare e negoziare, non aver bisogno sempre di vincere, essere più interessati a stare bene nella relazione.
Una relazione di coppia presuppone sempre il trovarsi in un punto di incontro, dove contano i bisogni e le visioni di entrambi, senza necessariamente trovare chi ha ragione e chi ha torto, senza necessariamente trovare una verità più giusta, né un vincitore e un perdente.
La coppia è giocare nella stessa squadra; quando si diventa avversari allora quella coppia richiede di essere attenzionata per valutare che cosa sta accadendo, quali fantasmi personali sono stati proiettati in quella relazione rischiando di logorarla o renderla meno soddisfacente.
Per parlarne con la Dott.ssa Roberta Calvi
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